Sono ignorante e la cosa più onesta che io possa fare è ammetterlo senza girarci troppo attorno, ammettere che, benché mi occupi di comunicazione da oltre 20 anni io di McLuhan so ben poco, a parte alcuni suoi aforismi o i titoli delle sue opere più famose e questo non fa di me un esperto di McLuhan.
In occasione del centenario della sua nascita, stimolato dall’invito a contribuire ad un buzz in rete di commemorazione, ho cercato di capirci qualcosa di più, sono andato in alcune delle più grandi librerie di Milano dove, con mia grande sorpresa, ho trovato ben poco, nulla che comunque mi potesse aiutare in questo mio percorso.
Ho voluto, per pura curiosità, fare un’indagine in ufficio – un’agenzia di comunicazione – e alla domanda “conosci Marshall McLuhan?” ho collezionato una serie di sguardi che celavano risposte del tipo “chi io?” “in che squadra gioca?” “in che gruppo canta?”. La cosa se da un lato mi ha consolato, dall’altro mi fa capire che, soprattutto in ambito creativo, molti argomenti di approfondimento culturale non vengono minimamente affrontati, complice forse la supponenza di essere creativi quindi di far parte di un’élite.
Concludo promettendo a me stesso di approfondire l’argomento, e soprattutto, di non nascondere la mia ignoranza pontificando, così come fa il protagonista di questa scena di “Io e Annie”
Leggere “Gli Strumenti del Comunicare” è un’impresa equivalente allo scalare l’everest. Da mesi ci provo e non sono nemmeno a pagina 100.
Forse bastano i concetti chiave…
Concordo, la sintesi è una qualità impagabile